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SICUREZZA+COVID19=….

Tutto cambia, si evolve. Ogni tanto per il motivo giusto e qualche volta (per fortuna più rara) per necessità. Il blocco totale (circa) dell’Italia ha prodotto questo. Un cambiamento nella vita di tutti.

Ma oggi, dopo più di un mese e mezzo di quarantena, più che la domanda “quando ripartiremo?” “possiamo lavorare o siamo ancora chiusi?”, la domanda che mi pongo è come questa situazione avrà conseguenze negli anni a venire per l’universo della Sicurezza.

Sappiamo che è vigente per le aziende e per i cantieri il Protocollo Condiviso, che ha subito un’aggiornamento proprio il 24 aprile, quindi nell’immediato sappiamo come comportarci, anche se non è per nulla facile comprenderlo fino in fondo. Le regole base hanno radici nel buonsenso delle persone come prima cosa:

  • igiene personale con lavaggio mani e/o igienizzazione con gel adeguato;
  • mantenimento della distanza di sicurezza fissata in 1 mt, dalle persone, siano esse collaboratori, colleghi, tecnici, capi, consulenti, fornitori;
  • obbligo di indossare la mascherina protettiva (a coprire bocca e naso mi raccomando…) almeno di tipo chirurgico (a meno che non si debbano eseguire fasi di lavoro dove è prevista una protezione più alta);
  • per le aziende: il controllo e la redazione di procedure inerenti i fornitori, le visite da parte di esterni, scaglionamento dei dipendenti se previsto e l’attivazione della modalità smart-working, controllo della temperatura all’ingresso (max 37,5°) di tutti, confronto con il medico competente e vigilanza sanitaria;
  • informazione e formazione ai dipendenti e non, sulle procedure di attuazione a prevenzione del contagio;
  • igienizzazione dei locali comuni (bagni, spogliatoi, mense, baracca di cantiere, uffici, sale riunioni) e disinfezione delle attrezzature;
  • consapevolezza per la gestione di una persona che presenta sintomi da covid.

Questi alcuni dei punti chiave. Nel momento in cui scrivo, so che molte aziende stanno già seguendo in modo rigido queste indicazioni.

Ma per quanto? finché ce ne sarà bisogno.

Il futuro della Sicurezza sarà sempre dettato dalla possibilità di un’emergenza sanitaria pandemica? Come rischio, a mio avviso, questo è possibile. O per lo meno non dobbiamo dimenticarcelo. L’aggiornamento del DVR Rischio Biologico non è obbligatorio per tutte le aziende ma saperlo e informare i propri dipendenti secondo me è la cosa più giusta e saggia da fare. Forse un giorno sarà obbligatorio, non lo posso sicuramente sapere.

E la formazione aziendale si potrà sempre fare? So di molti miei colleghi consulenti che già eseguono formazione con la modalità smartworking anche grazie alle tecnologie messe a disposizione oggi. Ma quelle alla quale serve una prova pratica (ad esempio il primo soccorso), dovranno attendere ancora qualche tempo. Il modo si troverà sicuro.

Personalmente il mio staff ed io, mentre la maggior parte delle aziende era chiusa, abbiamo continuato a redigere procedure ed informative, controllare le normative e le sue modifiche, il tutto per garantire risposte certe ai nostri clienti. E’ stato e continua ad essere un periodo pregno di attività e non solo per noi, penso ai miei colleghi/amici degli altri studi che sono nella stessa barca.

Ecco a cosa serve questo blog. A creare un tavolo di confronto.

Quindi chiedo, voi come la vivete questa situazione? quale sarà il futuro della Sicurezza?

 

Federico

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